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Politiche di welfare e per l’integrazione socio-sanitaria

Per il benessere della comunità e una sussidiarietà partecipata

Un Comune che riconosce e sostiene la centralità della PERSONA, della FAMIGLIA, delle ASSOCIAZIONI di volontariato e di rappresentanza e il ruolo fondamentale delle COMUNITÀ PASTORALI e dei QUARTIERI.
Il modello di intervento, che ha caratterizzato l’azione sociale in questi anni e che intendiamo confermare, è basato sui diritti delle persone e sul sostegno al cambiamento e mira a ridurre le disuguaglianze, promuovere equità e coesione sociale, realizzare un sistema di Welfare “generativo” rispondente ai requisiti di prossimità, universalismo, equità e inclusione, che tenga conto di tutte le fasi della vita delle persone.
I nostri obiettivi:

  • prevenire e contrastare i fattori di esclusione
  • ridurre il disagio e le povertà attraverso il sostegno sociale ed economico e tramite percorsi che attivino le persone verso la loro inclusione sociale, culturale ed economica;
  • sostenere lo sviluppo di ulteriori forme di Welfare, a partire dal Welfare aziendale ed integrativo, che garantiscano qualità e solidarietà;
  • contrastare la violenza di genere e favorire condizioni per la parità nelle dimensioni sociale e lavorativa;
  • valorizzare e sostenere le giovani generazioni nella loro crescita personale, di istruzione, professionale e nei loro progetti di vita futura;
  • superare le divisioni e i divari socio culturali presenti nel nostro territorio.

Politiche per la famiglia

La famiglia è sede di sapere, di competenze, di risorse morali e affettive.
Il nostro Comune struttura le sue attività per la famiglia attraverso i servizi di prevenzione e tutela, di sostegno, anche economico, e di conciliazione cui i servizi prima infanzia e i centri estivi, servizi che abbiamo potenziato e integrato attraverso strumenti come la Family card che intendiamo confermare.

Tra i nuovi obiettivi vogliamo avviare un Hub dedicato alla famiglia, estendere l’offerta del sistema 0-6 e attivare, nell’ambito delle Politiche giovanili, strumenti che favoriscano l’uscita di casa e la costruzione di una famiglia, sull’esempio di esperienze come quelle realizzate nella Provincia di Trento (contributo prima casa, coabitazione attiva…).


La nuova Casa di comunità, un presidio attivo per la medicina territoriale, la prevenzione e l’integrazione socio sanitaria

Uno degli obiettivi più importanti dei prossimi anni è rappresentato dall’esigenza, non più rinviabile, di sviluppare, a partire dal nostro territorio, un sistema socio-sanitario sanitario integrato, legato in modo esplicito ai livelli essenziali sanitari e sociali, così come anche alla dimensione culturale, sportiva ed educativa.

Su questa sfida sarà fondamentale il lavoro che andremo a condurre con ASST, con gli Enti del Terzo Settore e le Caritas, con il Piano Sociale di Zona e gli alti Comuni dell’Ambito Territoriale, per la nuova Casa di Comunità che va a prendere il posto dell’attuale Palazzo Sanità. Al fine di evidenziare l’importanza di questo lavoro, definiamo sin da ora che la delega che se ne occuperà avrà nel suo nome la dicitura “integrazione socio- sanitaria”.


La cura e l’attenzione per i nostri anziani

L’invecchiamento è una fase della vita che ha le sue tappe che non si comportano con tutti allo stesso modo. Per tale ragione le azioni che intendiamo sviluppare per i nostri anziani sono modulate su tre livelli che corrispondono, in linea generale, alle loro diverse esigenze.

Invecchiamento attivo

Invecchiare in modo attivo significa invecchiare in buona salute, partecipare appieno alla vita della collettività e sentirsi più realizzati nello svolgere le attività, remunerate e non, che più ci rappresentano, significa essere più autonomi nel quotidiano e più impegnati nel sociale.

Vogliamo mantenere e sostenere tutte le iniziative già presenti, come i Centri Anziani, l’Università della Terza Età, i Gruppi di cammino, le Giornate della salute,  il volontariato, gli orti comunali, la ginnastica dedicata, le tante iniziative di Tilane dedicate… Tutte occasioni importantissime di socialità, benessere e cultura.

Vogliamo inoltre favorire sempre più la relazione tra nuove generazioni e anziani, sostenendo l’attività dei tanti volontari anziani che prestano il loro tempo nei progetti di educazione civica ed ambientale nelle scuole e per la cura dei beni comuni.

Area della non autosufficienza

Quest’area di intervento si occupa di anziani dal 65^ anno di età che abbiano perso parzialmente o totalmente l’autosufficienza per i quali, in genere, si attivano servizi come l’Assistenza domiciliare integrata  (ADI), la semi-residenzialità dei Centri Diurni o la tradizionale casa di riposo.

Il nostro principale obiettivo è attivate tutte le misure possibili per favorire la permanenza degli anziani nella propria casa o presso i famigliari. 

Una questione con la quale occorrerà fare i conti saranno gli effetti dell’approvazione del Piano Regionale per la Non Autosufficienza che privilegia l’erogazione dei fondi a favore dei servizi professionali diretti, diminuendo il sostegno economico ai caregiver.

Noi riteniamo invece che il compito primario della Cura, intesa come relazione di sostegno e aiuto, sia della famiglia, ed anche potenzialmente di altri soggetti che intorno alla famiglia possono offrire il loro contributo, come vicinato, volontariato, associazionismo…

Su questo fronte, vogliamo attivare punti di riferimento nei quartieri in collaborazione con il Terzo Settore, che integrino l’Assistenza domiciliare e aiutino a superare l’isolamento dell’anziano non autosufficiente e della sua famiglia, e sostenere tutte le iniziative promosse dai volontari e dalle loro associazioni, con i Centri Diurni e le RSA che aiutino l’anziano ospite a sentirsi parte della comunità allargata.

Autonomia e nuovi bisogni

Al fine di garantire alla popolazione anziana il mantenimento di una certa autonomia, intendiamo  mantenere e migliorare il servizio di Pasti a domicilio, il nuovo servizio, il TAXI SOCIALE, per l’accompagnamento a visite mediche e terapie.

Per il trasporto, vorremmo riuscire a introdurre un servizio navetta “da e per” Centri anziani, Ospedale, Casa di Comunità, cimiteri e mercati nelle giornate di martedì e venerdì.

In risposta alle nuove esigenze abitative degli anziani, vorremmo coinvolgere gli ETS e le cooperative edificatrici per realizzare progetti di “abitare condiviso” dedicati ad anziani soli autosufficienti, ma anche a giovani e famiglie.


Prendersi cura delle disabilità, al fianco delle fragilità e insieme alle diversità

Viviamo un periodo storico complesso e preoccupante, nel quale da più parti giungono idee e proposte che ci fanno arretrare di molto rispetto ai risultati raggiunti nella tutela dei diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari.

I recenti tagli, in particolare della misura B2, alla non autosufficienza ricadono sulle famiglie generando ulteriori fatiche e disagi. Non lasceremo solo nessuno. Ecco ciò che intendiamo fare:

  • Aprire un confronto con i Comuni dell’Ambito e il Piano Sociale di Zona e con ASST per dare risposte ai problemi per i caregiver dovuti al taglio della misura B2;
  • Continuare a sostenere i servizi già operativi e favorire lo sviluppo di nuovi servizi educativi ( ad es. il nuovo CSE Minori) e dedicati al “dopo di noi” (ad es. la Micro comunità dii Zarepta in realizzazione)
  • Favorire la realizzazione di spazi e strutture per la pratica sportiva di discipline paralimpiche e continuare ad attrezzare aree pubbliche con altri giochi inclusivi tra cui giochi specifici per i bambini con disabilità neurologiche o cognitive;
  • Favorire l’accessibilità delle nostre aree verdi e dei nostri parchi e realizzare percorsi sensoriali;
  • Favorire l’inserimento lavorativo delle persone disabili e potenziare la rete per i tirocini socializzanti
  • Mantenere e potenziare il trasporto sociale comunale e sostenere le altre esigenze di trasporto attraverso l’aiuto di associazioni e volontari
  • Fare una nuova ricognizione /mappatura delle barriere architettoniche ancora presenti, con la partecipazione delle persone con disabilità, per meglio indirizzare risorse e interventi.

Il contrasto alla violenza di genere

Le azioni messe in campo su questo versante in questi anni sono state numerose, dai servizi comunali, dalle scuole, dalle associazioni, dalle forze dell’ordine, dai servizi sanitari e da molti degli enti operanti sul nostro territorio. Oltre all’azione di informazione e cura, occorre continuare a fare prevenzione attraverso un lavoro capillare nei contesti educativi e familiari.

Vogliamo puntare su un lavoro di educazione trasversale che coinvolga scuole, genitori, associazioni, Comunità Pastorali, società sportive che diffonda i valori di parità e rispetto nei confronti della donna…

Intendiamo rafforzare le iniziative già presenti  di informazione e sensibilizzazione, il Tavolo avviato Contro la violenza (Ospedale, White Mathilda, Carabinieri, Servizi Sociali, Croce Rossa..),  potenziare lo scambio tra le iniziative e il centro anti-violenza di zona HARA e realizzare progetti di sostegno alla donna vittima di violenza per la sua autonomia anche economica.


Affrontare le fragilità nelle giovani generazioni

Stiamo attraversando un momento difficile in cui gli adolescenti e i più giovani hanno un bisogno smisurato di aiuto che esprimono a volte nei modi più drammatici. Scuola, famiglia, oratori, società sportive sono disarmati di fronte a questo disagio giovanile crescente.

Per contribuire a far fronte a questa situazione, vogliamo aiutare le agenzie educative nel rafforzarsi nel loro ruolo per affrontare al meglio queste complessità e dare spazio e ascolto ai bisogni, anche emotivi, delle giovani generazioni:

  • Ampliare i progetti di sostegno alle genitorialità avendo cura di coinvolgere anche le scuole dell’infanzia
  • Mantenere, e se possibile potenziare, il sostegno psicologico e l’attività di counseling nelle scuole (stanza dei segreti e supporto psico-pedagogico insegnanti e genitori);
  • Attivare un progetto coordinato tra le scuole in ingresso alla scuola primaria, incentrato sull’ascolto e la gestione delle emozioni (intelligenza emotiva);
  • Supportare l’attività del Ciao Ragazzi e degli Oratori con momenti di formazione congiunta con i servizi comunali e ASST;
  • Avviare le attività nello spazio rigenerato del Carcatrà avendo cura di coinvolgere giovani e adolescenti, sostenere e incentivare nuove iniziative dedicate ai preadolescenti e agli adolescenti, la pratica sportiva e le attività ludico – ricreative in tutte le loro forme.

Dare risposte concrete ai bisogni abitativi

Quello delle politiche per l’abitare è un tema complesso in continua evoluzione. Tra le emergenze registrate a Paderno Dugnano, molte sono di sfratto da alloggio privato, ma da alloggio pubblico; altre sono dovute all’inadeguatezza dell’alloggio o alla mancanza di alloggi per l’autonomia di donne vittime di violenza o per neo-maggiorenni dopo i percorsi residenziali.

I nostri obiettivi:

  • contenere l’emergenza abitativa dando continuità, per il tramite dell’Agenzia per la Casa sovra comunale, agli alloggi destinati all’emergenza abitativa e al Fondo Inquilini Morosi Incolpevoli
  • mantenere e gestire le misure di sostegno alla locazione e attivarne di finalizzate a specifiche categorie come i pensionati;
  • continuare a promuovere iniziative per la locazione agevolata a canone concordato, mantenendo la riduzione IMU già attuata;
  • attivare il patrimonio abitativo sfitto/inutilizzato e riqualificare gli alloggi dismessi di Palazzo Sanità per farne alloggi SAS, destinati a giovani e anziani soli;
  • acquisire immobili dall’Agenzia dei beni confiscati che possano essere destinati a Servizio Abitativo Pubblico (ASP) e Servizio Abitativo Sociale (SAS);
  • valutare l’opportunità, attraverso la partecipata Ages, le cooperative edificatorie o gli Enti del Terzo Settore, di acquisire immobili dalle aste da destinare a SAS;
  • coinvolgere ALER in progetti condivisi che possano dare risposta agli importanti bisogni manutentivi e di gestione delle case ALER.

Integrazione e partecipazione delle persone con background migratorio

A Paderno Dugnano i residenti con diversa nazionalità oggi rappresentano il 10% della popolazione. 

Occorre mantenere e potenziare i servizi e gli interventi già attivi:

  • la mediazione culturale nelle scuole e attività della Rete Intercultura;
  • La scuola d’italiano con il  CPIA e dei gruppi di alfabetizzazione promossi dai gruppi Caritas;
  • lo Sportello migrazione e i servizi di Stato civile del Comune dedicati.

Occorre anche agire direttamente all’interno delle comunità per affrontare e risolvere problemi di convivenza, laddove la presenza straniera è più consistente, come nel quartiere di Villaggio Ambrosiano

Il percorso per Villaggio Ambrosiano

La concentrazione di cittadini stranieri nella zona del Villaggio Ambrosiano è stata una delle situazioni più monitorate in questi anni, una situazione complessa che non può risolversi solo attraverso un maggior controllo e presenza da parte delle forze dell’ordine.

Villaggio Ambrosiano denunciava, e denuncia ancora, l’abbandono da parte delle istituzioni, l’ etichetta di quartiere “ghetto”, tenuto volutamente separato dal resto della città.

Siamo tutti consapevoli che occorra un’azione importante, capace di tenere insieme i molti aspetti del problema: la socialità, la mediazione, il problema della lingua, il rispetto delle regole, la cura degli ambienti, il contrasto al degrado e alla maleducazione, il problema della sicurezza, la povertà educativa, i problemi abitativi… aspetti che abbiamo cercato di iniziare ad affrontare:

  • un tavolo con le forze dell’ordine per il coordinamento e il monitoraggio della sicurezza, accompagnato da una loro presenza costante nel quartiere;
  • un’attenzione particolare alla pulizia e al contrasto all’abbandono di rifiuti e ingombranti;
  • la realizzazione del progetto di rigenerazione del Parco Gadames;
  • l’attivazione di gruppi di Controllo di vicinato che prima non erano presenti nel quartiere;
  • il supporto alla realizzazione di isole pedonali e a momenti di festa;
  • l’attivazione del Tavolo per il Villaggio con lo scopo di rompere l’idea di isolamento e farsi aiutare da gruppi di volontari esterni al quartiere, disponibili a darsi da fare.
  • un percorso di potenziamento linguistico, mediazione e doposcuola presso Tilane (effettuati due cicli);
  • l’avvio della Consulta Territoriale del Villaggio;
  • il Progetto VIP (in corso, avviato a marzo 2024) che punta a rafforzare gli interventi di mediazione e rigenerazione culturale nel quartiere, con la partecipazione attiva della comunità straniera.

Manca però l’azione strategica più importante che riguarda in particolare le vie Derna e Cernaia.

  • interrompere la catena di “ciclo e riciclo” di abitazioni (e negozi);
  • favorire la rigenerazione sociale e culturale e una convivenza civile e contrastare (e risolvere) il degrado, illegalità e la tensione.

Per realizzare questi obiettivi, intendiamo procedere come si è fatto altrove con successo, con le case all’asta per favorire un ricambio e l’insediamento di giovani e nuovi nuclei e progetti di Co-housing e Social Housing.

Per riuscire in questo, occorrerà l’aiuto della Prefettura – con la quale ci siamo già più volte interfacciati – e quello del Tribunale di Monza.

Altra questione spinosa, che sarà necessario affrontare con il Comune di Cormano, è lo smantellamento e rigenerazione dell’area SIMI. Ad oggi non abbiamo molti elementi su cui definire obiettivi, ma ci lavoreremo.